I piaceri della tavola

« .... eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale siavan genti che niuna altra cosa facean che maccaroni e raviuoli». Così faceva dire il Boccaccio a Maso del Saggio di una contrada chiamata Bengodi, e l'associazione a Parma viene naturale quando si fa cenno al più saporito formaggio del mondo, già celebre nel medioevo. Ma non di solo grana si fa vanto la gastronomia parmense. Capolavori per eccellenza sono, infatti, i salumi: culatello, prosciutto, spalla cotta di San Secondo, salame, coppa, le cui lavorazioni hanno tradizione antica e notorietà mondiale. La palma d'oro spetta al culatello, che i nobili Pallavicino donavano ai matrimoni dei più illustri signori e col quale, ogni anno d'estate, omaggiavano Galeazzo Maria Sforza. La zona tipica del culatello, il cui segreto risiede - così si dice - nella stagionatura favorita dalle nebbie autunnali e dalle estati afose della bassa nonché nell'accurata scelta delle carni, è a grandi linee nel triangolo compreso tra Zibello, Soragna, Busseto, sfiorando San Secondo e Colorno.

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