Osteria Ardenga
via Maestra 6 - Diolo di Soragna - PR
Tel. 0524 599337
Fax 0524 599337
Posta info@osteriardenga.it
Sito  www.osteriardenga.it


Si trova a Diolo di Soragna, proprio a due passi dal campanile che ospita il museo dedicato a Giovannino Guareschi.
L'osteria era, il secolo scorso, la canonica della chiesa che sorgeva di fianco al campanile, che è stata demolita per essere ricostruita in un altro luogo.
I principi Meli Lupi di Soragna ne hanno poi rilevato la proprietà e trasformata in osteria. 
É arredato come le case di campagna con credenze e cassapanche di una volta, piatti e pentole di alluminio alle pareti, candide tende di lino ricamate alle finestre e bianche tovaglie sui tavoli. 
Il locale è in campagna immerso del verde, con piacevoli sale che possono ospitare una settantina di persone. In estate c'è una veranda che ne può ospitare altrettante.
La gestione è a carattere famigliare; Gianni Borlenghi con la moglie Daniela e la sorella di lei Gladys hanno rilevato la gestione da Massimo Pezzani.
Preparano in un ambiente caratteristico i piatti della cucina della Bassa Parmense.
Salumi di produzione artigianale come il culatello di Zibello D.o.p, la spalla cotta di San Secondo calda, salame, coppa, pancetta e prosciutto di Parma.
I primi di pasta fresca come gli anolini in brodo con ripieno di parmigiano, i tortelli d'erbetta, i pisarei e fagioli, le tagliatelle al tartufo, gli gnocchi di patate tricolore in estate e quelli di castagne in inverno, i maccheroni al ragù d'anatra.
Come secondo: anatra arrosto, oca ripiena di pasta di salame, punta di vitello farcita, guancialini di maiale in umido. In stagione, cacciagione, funghi porcini freschi, lumache in umido, galletti agli asparagi, filetto alle ortiche o al mosto d'uva.
Come dolci: semifreddo all'amaretto, cacio bavarese, panna cotta ai frutti di bosco, torte di frutta, mandorle, marmellata.

 

 

In cantina vi è un'ampia scelta di vini con una selezione di vini nostrani con la nostra etichetta come: il lambrusco nobile, la fortana del Taro, il bianco del feudo, e la malvasia del principe.


 

 

 

 

L'osteria con un menù proposto a voce ci ricorda con cortesia la geometria dei piatti di una volta.

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